martina's profile~ Come indelebili emozio...PhotosBlogListsMore Tools Help

~ Come indelebili emozioni..

martina bernardini

Occupation
Location
Interests
Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci.
Non essere in guerra con te stesso:
così... tutto diventa
possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.

~ H. Hesse - Imagination ~
Photo 1 of 61

~ j'adore.

Adoro il mare: d'estate, d'inverno; il suo profumo, i suoi colori, la sua essenza. Adoro Roma. L'estate, come stagione dell'anima. Il Lido del Sole. La pelle abbronzata. Le altalene. Le mie superga. Ogni sorta d'accessorio. Adoro parlare e ascoltare. Leggere, scrivere -fogli bianchi da riempire, di emozioni. La fotografia. Adoro la voce di Axl Rose, di Jim Morrison, di Lou Reed. Nothing else matters. Romeo and Juliette, quella dei Dire Straits. Adoro le moto; andare in moto: sfidare il vento, sentirlo passarti nella schiena. Amo la corsa. Il pianoforte: emozioni in bianco e nero. La letteratura, la filosofia. Mi piacciono i nodi alle cravatte. Amo il coraggio, l'ambizione, e chi li possiede. Adoro il Cornetto Algida: la sua panna, le sue noccioline, la parte finale del cono: quella col cioccolato. La nutella. La Pepsi. E birra, pizza e patatine. Adoro la prospettiva, in arte e nella vita. La musica; amo ascoltarla prima di addormentarmi. Adoro i prodotti per il corpo: profumi, creme, bagnoschiuma. Gli attimi prima di addormentarmi, sospesi tra l'oggi e il domani, in bilico. Mi piace avere idee mie. Sapere di poter aprire il cassetto dei miei sogni, e trovarlo sempre pieno, ogni volta che ne ho bisogno. Stare sotto le coperte quando fuori piove, o fa freddo. Adoro gli occhi, che sono fatti per vedere, ma anche per guardare -che è molto meglio. Le mie labbra. I viaggi. L'avventura e il mistero, e l'audacia di chi sa affrontarli. Adoro le emozioni, il marasma interno che ti scombussola l'animo, qualunque sia la sua natura. La mia curiosità, la mia insaziabile voglia di conoscere. Adoro l'amicizia; gli amici, quelli veri. Amo ridere, a crepapelle. Amo la divisa, e l'uomo in divisa, anche. Adoro nuotare. I fuochi d'artificio.
Image Hosted by ImageShack.us
Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perchè tutto è avvenuto in quanto io sono come sono. - Carl Gustav Jung -
Image Hosted by ImageShack.us
Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia, legalo con l'intelligenza del cuore. Vedrai sorgere giardini incantati e tua madre diventerà una pianta che ti coprirà con le sue foglie. Fa delle tue mani due bianche colombe che portino la pace ovunque e l'ordine delle cose. Ma prima di imparare a scrivere guardati nell'acqua del sentimento...

~ je deteste.

Detesto l'arroganza. La falsità. La presunzione. La violenza. Le persone viziate. Chi ti dice "stai zitto"; i prepotenti. L'indifferenza. Le bugie, le cose non dette. Chi fa il doppiogioco. La paura di essere delusa -e, a volte, di deludermi. L'idea di non vivere davvero, ma solo di respiri a metà. Semplicemente detesto la mia insicurezza (perenne, fottuta insicurezza); la paura di essere giudicata -perchè a volte basta crederci un pizzico di più. Le mie paure, a volte eccessive, a volte insensate. Detesto le apparenze, le banalità. I superficiali. Gli ottusi. Detesto quei momenti in cui vorresti sprofondare, quandi ti crolla tutto il mondo addosso. Detesto chi ti tradisce, chi ti pugnala alle spalle. Chi ti usa. I "no", a volte. Detesto le stonature. Il lunedì. La mia permalosità. A volte, il mio eccessivo orgoglio. Non saper disegnare. I meriti non riconosciuti. Il falso buonismo. Ho una tremenda paura dei laghi. Detesto gli insetti. E alcune verdure. Gli errori di ortografia. La matematica -con annessi e connessi. I "Promessi Sposi". Ho molta paura delle malattie, e della sofferenza. Detesto il pianto insistente dei bambini. Il frigorifero vuoto. La solitudine, a volte -perchè degli altri abbiamo bisogno. Chi non ti ascolta. Chi parla troppo, troppo, ma non ha mai nulla da dire.

_Muovimi il sole*

Image Hosted by ImageShack.us
...Somewhere over the rainbow skies are blue, and the dreams that you dare to dream really do come true...
October 29

.i sogni giusti sono la massima espressione dell'internazionalismo, del desiderio di rendere globale, planetaria, quella giustizia sociale che è la sostanza di tutti i sogni.

 
 
 
 

"Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca. La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi. La tua auto è giapponese e il tuo caffè è brasiliano. Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano. La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiana. Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine. Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero".

 
July 26

.trovami un modo semplice per uscirne.

 

Tutto ciò da cui stavi fuggendo
torna come valanga più grande che
ti trascina al punto di partenza se vestirai

Vecchi difetti.

Volami accanto e solca il tempo
e bevi l’immenso soffio eterno,
guardami cambiare forma dopo forma e ancora
respirare i tuoi capelli dentro a un giorno nuovo
.
Nello spazio che adesso riempi c’è
succo acerbo di densi silenzi che
colleziono da tempo
come schegge d’inferno

Why? why? Vecchi difetti

Volami accanto e solca il tempo
e bevi l’immenso soffio eterno
guardami cambiare forma dopo forma e ancora
respirare i tuoi silenzi dentro un giorno nuovo.

Non vedi che è facile,
non vedi che è inutile

scordarsi di credere ai vecchi difetti.

Volami accanto e solca il tempo
e bevi l’immenso soffio eterno
guardami cambiare forma dopo forma e ancora
respirare i tuoi capelli dentro un giorno nuovo.
Non vedi com’è facile,
non vedi che è inutile

scordarsi di credere ai vecchi difetti.

 

 

 .Marta sui tubi.

 

 

June 12

~ mille violini suonati dal vento, l'ultimo abbraccio mia amata bambina, nel tenue ricordo di una pioggia d'argento, il senso spietato di un non ritorno .

 

Stavolta tocca a me..

Tocca a me dire ciao ad un pezzo della mia vita, tocca a me versare qualche lacrima, rimpiangere attimi non vissuti, ricordare ciò che di bello e di meno bello mi ha accompagnato in questi cinque anni.

E sembra trascorsa una vita intera, lì, tra i banchi di scuola, colorati, sporchi, odiati, amati, traballanti, verdi di un verde che mai ho sopportato. E proprio lì, tra quei banchi di scuola verdi di un verde che mai ho sopportato, ho versato lacrime, ho sorriso di cuore, mi sono addormentata, ho chiacchierato, ho amato ed odiato, ho sopportato, ho gioito, ho fatto finta di niente, ho conosciuto persone nuove, e alcune di loro ancora fanno parte della mia vita, altre, le ho perse lungo il cammino. Ma le cose vanno come vanno, e a volte mi pare proprio che noi non possiamo farci nulla.

Odio questo mio abbandonarmi alla fatalità, ma credo che sia la via più semplice per non dare troppe spiegazioni. Perché ora proprio non ho voglia di arrovellarmi il cervello in tutti quei se e quei ma che, ogni volta che tento di fare un resoconto delle mie esperienze, mi inondano. Ma non voglio affogarci. Non voglio perché una vita non si costruisce sui se e sui ma. Non voglio perché tutto ciò che è stato mi è servito, in qualche modo. Perché lì, dietro quel cancello, ho conosciuto una Martina di cui vado fiera, una Me che non immaginavo, che finalmente, però, è qui. Una Me che non ha più paura di affrontare la sua vita, una Martina che può sorridere guardandosi allo specchio. Una donna, anche, con le radici più solide, e i petali in germoglio.

E comunque vadano le cose, sono certa che tutto questo mi mancherà, perché cinque anni non possono esaurirsi in quattro secondi di campanella, soffocare tra le urla di chi quella campanella la aspetta da mesi e mesi; cinque anni non possono consumarsi come un uovo lanciato per festeggiare, non possono essere lavati via come fossero stati niente. Niente, non esiste: due piani di scale, almeno, ogni giorno, con i libri sulle spalle: Seneca che ti ricorda che il tempo passa in fretta, Platone che ti aiuta a sperare in una comunità perfetta, Gandhi che ti convince che gli ideali giusti vincono sempre, gli orrori della guerra che vuoi dimenticare: tutto in una borsa, consumata come consumate sono le scarpe che ti hanno accompagnato su quelle scale, ogni giorno, e poi di corsa a prendere quell’autobus che non passa mai, e poi a casa, ancora sui libri, tra un bacio rubato, un amore mancato, e uno già fiorito, uno sguardo perso, una matita stemperata, un si alla vita; tra nuove esperienze, una prima volta, e poi anche un seconda, tra il fumo delle tue sigarette e i colori dei tuoi evidenziatori . Esattamente tutto così, come una canzone imparata a memoria. Di quelle canzoni che però vorresti ascoltare per ore ed ore, in giornate come questa. Seleziono l’mp3 su repeat, e via. Permettetemelo, almeno oggi.

Perché oggi mi va di non pensare a nulla, solo a me stessa, quella di ieri, e quella di adesso. Abbandono tutti i libri, per oggi, e anche la tesina che in realtà aspetta solo me. So che non c’è molto tempo, ma chissenefrega. Per un pomeriggio perso, nessuno ci ha mai rimesso la pelle. Per un pomeriggio posso fare a meno di tutti i Seneca, tutti i Platone, e chissà-quanti-altri, con cui non ho fatto altro che dialogare per cinque lunghi anni. Per un pomeriggio mi va di stare così, di perdere tempo qua e là, un’occhiata al cellulare, una al volume dello stereo, accorgersi che è tardi, che dovresti essere pronta già da un pezzo, e invece no, sei lì che vuoi scrivere, e scrivere, e scrivere ancora, così, per il semplice gusto di immortalare un attimo, uno solo, che però contiene milleottocentoventisei giorni. E sfogli i ricordi, senza fretta, tra il fumo di una sigaretta e la voce dei Led Zeppelin.

Cinque anni. Li chiudi nello zaino, così li puoi portare sempre con te. Immancabili come le tue Marlboro light, come il tuo cellulare, e come le Vigorsol. Un piccolo posto lo trovi, nella tua borsa, per un pezzo della tua vita.

Mp3 su repeat, e via.

 

Image Hosted by ImageShack.us

 

 

 ~ Rovistando tra i futuri più probabili, VOGLIO SOLO FUTURI INVEROSIMILI, e non avere mai le mani fredde, e non finire mai le sigarette ~

Le Luci Della Centrale Elettrica


 

 

March 11

.io che credevo alle favole e non capivo le logiche.

 

Un ateo nel senso del naturalismo filosofico reputa non vi sia niente al di là del mondo fisico e naturale: non c'è un'intelligenza creativa soprannaturale nascosta al di là dell'universo osservabile, non c'è un'anima che sopravvive al corpo, non ci sono miracoli, ma solo fenomeni naturali che non sono ancora stati compresi. Se qualcosa sembra trovarsi al di là del mondo naturale quale ci appare allo stato attuale delle nostre conoscenze, l'ateo spera alla fine di comprenderlo in base ai parametri naturali. E quando ci riesce trova che ogni fenomeno, come l'arcobaleno, quando lo si scompone, non perde nulla della sua bellezza.

 

 

“L’Illusione di Dio (le ragioni per non credere)”,

R. Dawkins

 

 

Windows Media Player

~ On Air ~

Image Hosted by ImageShack.us Afterhours, Voglio una pelle splendida.