martina's profile~ Come indelebili emozio...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
~ Come indelebili emozioni.. |
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October 29 .i sogni giusti sono la massima espressione dell'internazionalismo, del desiderio di rendere globale, planetaria, quella giustizia sociale che è la sostanza di tutti i sogni.![]() "Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca. La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi. La tua auto è giapponese e il tuo caffè è brasiliano. Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano. La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiana. Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine. Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero".
September 30 e un ombrello di carta di riso e di canna di bambù.Cerco un centro di
gravità permanente. ![]() July 26 .trovami un modo semplice per uscirne.
Tutto ciò da cui stavi fuggendo Volami accanto e solca il tempo Why? why? Vecchi difetti Volami accanto e solca il tempo scordarsi di credere ai vecchi difetti. Volami accanto e solca il tempo scordarsi di credere ai vecchi difetti.
.Marta sui tubi.
June 12 ~ mille violini suonati dal vento, l'ultimo abbraccio mia amata bambina, nel tenue ricordo di una pioggia d'argento, il senso spietato di un non ritorno .
Stavolta tocca a me.. Tocca a me dire ciao ad un pezzo della mia vita, tocca a me versare qualche lacrima, rimpiangere attimi non vissuti, ricordare ciò che di bello e di meno bello mi ha accompagnato in questi cinque anni. E sembra trascorsa una vita intera, lì, tra i banchi di scuola, colorati, sporchi, odiati, amati, traballanti, verdi di un verde che mai ho sopportato. E proprio lì, tra quei banchi di scuola verdi di un verde che mai ho sopportato, ho versato lacrime, ho sorriso di cuore, mi sono addormentata, ho chiacchierato, ho amato ed odiato, ho sopportato, ho gioito, ho fatto finta di niente, ho conosciuto persone nuove, e alcune di loro ancora fanno parte della mia vita, altre, le ho perse lungo il cammino. Ma le cose vanno come vanno, e a volte mi pare proprio che noi non possiamo farci nulla. Odio questo mio abbandonarmi alla fatalità, ma credo che sia la via più semplice per non dare troppe spiegazioni. Perché ora proprio non ho voglia di arrovellarmi il cervello in tutti quei se e quei ma che, ogni volta che tento di fare un resoconto delle mie esperienze, mi inondano. Ma non voglio affogarci. Non voglio perché una vita non si costruisce sui se e sui ma. Non voglio perché tutto ciò che è stato mi è servito, in qualche modo. Perché lì, dietro quel cancello, ho conosciuto una Martina di cui vado fiera, una Me che non immaginavo, che finalmente, però, è qui. Una Me che non ha più paura di affrontare la sua vita, una Martina che può sorridere guardandosi allo specchio. Una donna, anche, con le radici più solide, e i petali in germoglio. E comunque vadano le cose, sono certa che tutto questo mi mancherà, perché cinque anni non possono esaurirsi in quattro secondi di campanella, soffocare tra le urla di chi quella campanella la aspetta da mesi e mesi; cinque anni non possono consumarsi come un uovo lanciato per festeggiare, non possono essere lavati via come fossero stati niente. Niente, non esiste: due piani di scale, almeno, ogni giorno, con i libri sulle spalle: Seneca che ti ricorda che il tempo passa in fretta, Platone che ti aiuta a sperare in una comunità perfetta, Gandhi che ti convince che gli ideali giusti vincono sempre, gli orrori della guerra che vuoi dimenticare: tutto in una borsa, consumata come consumate sono le scarpe che ti hanno accompagnato su quelle scale, ogni giorno, e poi di corsa a prendere quell’autobus che non passa mai, e poi a casa, ancora sui libri, tra un bacio rubato, un amore mancato, e uno già fiorito, uno sguardo perso, una matita stemperata, un si alla vita; tra nuove esperienze, una prima volta, e poi anche un seconda, tra il fumo delle tue sigarette e i colori dei tuoi evidenziatori . Esattamente tutto così, come una canzone imparata a memoria. Di quelle canzoni che però vorresti ascoltare per ore ed ore, in giornate come questa. Seleziono l’mp3 su repeat, e via. Permettetemelo, almeno oggi. Perché oggi mi va di non pensare a nulla, solo a me stessa, quella di ieri, e quella di adesso. Abbandono tutti i libri, per oggi, e anche la tesina che in realtà aspetta solo me. So che non c’è molto tempo, ma chissenefrega. Per un pomeriggio perso, nessuno ci ha mai rimesso la pelle. Per un pomeriggio posso fare a meno di tutti i Seneca, tutti i Platone, e chissà-quanti-altri, con cui non ho fatto altro che dialogare per cinque lunghi anni. Per un pomeriggio mi va di stare così, di perdere tempo qua e là, un’occhiata al cellulare, una al volume dello stereo, accorgersi che è tardi, che dovresti essere pronta già da un pezzo, e invece no, sei lì che vuoi scrivere, e scrivere, e scrivere ancora, così, per il semplice gusto di immortalare un attimo, uno solo, che però contiene milleottocentoventisei giorni. E sfogli i ricordi, senza fretta, tra il fumo di una sigaretta e la voce dei Led Zeppelin. Cinque anni. Li chiudi nello zaino, così li puoi portare sempre con te. Immancabili come le tue Marlboro light, come il tuo cellulare, e come le Vigorsol. Un piccolo posto lo trovi, nella tua borsa, per un pezzo della tua vita. Mp3 su repeat, e via.
~ Rovistando tra i futuri più probabili, VOGLIO SOLO FUTURI INVEROSIMILI, e non avere mai le mani fredde, e non finire mai le sigarette ~ Le Luci Della Centrale Elettrica
March 11 .io che credevo alle favole e non capivo le logiche.
Un ateo nel senso del naturalismo filosofico reputa non vi sia niente al di là del mondo fisico e naturale: non c'è un'intelligenza creativa soprannaturale nascosta al di là dell'universo osservabile, non c'è un'anima che sopravvive al corpo, non ci sono miracoli, ma solo fenomeni naturali che non sono ancora stati compresi. Se qualcosa sembra trovarsi al di là del mondo naturale quale ci appare allo stato attuale delle nostre conoscenze, l'ateo spera alla fine di comprenderlo in base ai parametri naturali. E quando ci riesce trova che ogni fenomeno, come l'arcobaleno, quando lo si scompone, non perde nulla della sua bellezza.
“L’Illusione di Dio (le ragioni per non credere)”,
R. Dawkins
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